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Fino a qualche decennio fa il concetto di malattia da reflusso gastro-esofageo coincideva con quello di esofagite; non che non si conoscesse già la potenziale lesività dei succhi gastrici su strutture diverse dalla mucosa esofagea, ma l'attenzione clinica era concentrata quasi esclusivamente sui danni prodotti all'esofago.
In epoche relativamente recenti si è costatato un significativo incremento della sua incidenza, correlabile a mutamenti delle abitudini di vita, a regimi alimentari diversificati, e, certamente, ad un più attento e quindi frequente riconoscimento clinico.
La malattia è estremamente diffusa: studi epidemiologici hanno dimostrato che un terzo della popolazione occidentale presentano sintomi dovuti a reflusso gastroesofageo almeno una volta al mese e che il 4-7% ne è affetto tutti i giorni.
Per malattia da reflusso gastro-esofageo si intende un complesso di sintomi aventi come causa il fenomeno del reflusso.
Le cause possono essere molteplici: abitudini alimentari incongrue, stile di vita scorretto, ipersecrezione acida, alterazioni della motilità gastrica, insufficienza dello sfintere esofageo, ernia iatale.

 

La sintomatologia tipica comprende:
BRUCIORE RETROSTERNALE,
• rigurgito,
• disfagia,
• sazietà precoce,
• nausea,
• SENSAZIONE DI NODO IN GOLA.


Tra i sintomi atipici compaiono:
• mal di gola (faringodinia),
• DISFONIA,
• BISOGNO DI RASCHIARE LA GOLA,
• TOSSE CRONICA,
• RAUCEDINE RICORRENTE,

• E altri ancora come aumento della saliva, otiti secretive, dolore toracico non cardiaco, otalgia , apnee notturne.

 

Tale valutazione può essere utile quando in occasione della valutazione iniziale emergano elementi caratteristici dell'interessamento del distretto faringo-laringeo (reflusso gastro-faringeo). Oltre all'osservazione diretta di eventuali anomalie a livello delle corde vocali, l'esame permette di riconoscere alcuni segni tipici di reflusso a livello del distretto faringo-laringeo.

 

 

All’esame obiettivo troveremo edema (gonfiore) delle aritenoidi e della zona interaritenoidea e iperemia (rossore) della zona posteriore della laringe: la laringite cronica posteriore è infatti la manifestazione di più comune riscontro nella pratica foniatrica. Altre manifestazioni possibili sono le ulcere da contatto e i granulomi laringei.

 

 

L’inquadramento della malattia da reflusso necessita di una stretta collaborazione interdisciplinare a causa della molteplicità degli organi coinvolti e l’uso di esami diagnostici quali l’esofagogastroduodenoscopia, la ph-metria e la rinofaringolaringoscopia.
La terapia può avvalersi di tre approcci:
comportamentale: sia nel caso di sospetto sia in quello di diagnosi accertata, va consigliata al paziente una dieta in cui siano eliminati caffè, bevande gassate, cibi grassi o che favoriscano il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore come la menta o il cioccolato. Inoltre è necessario ricordare al paziente di non coricarsi nella vicinanza dei pasti e possibilmente di elevare la testa durante il decubito supino o prono.

 

 

Come ultimo punto il paziente deve essere informato che tutti i farmaci antinfiammatori, steroidei e non steroidei, aumentano il grado di secrezione acida
medico. Diversi farmaci sono attualmente disponibili per il trattamento del reflusso: Inibitori della secrezione acida (inibitori di pompa protonica e anti-H2 agonisti), antiacidi, citoprotettivi (sucralfato), procinetici, alginato .
chirurgico.

 
 

 

 

 

DOTT.SSA SILVIA CAMPANELLA

Specialista in Audiologia e Foniatria

 

Cel. 339.1769704 - Mail: info@visitafoniatrica.it

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